CRITICA

L’Hangar si illumina. Tra le luci di Cerith Wyn Evans

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Luce incanalata, sospesa all’interno di sette imponenti colonne di lampade al LED. Così viene accolto il visitatore, quasi a purificarsi dall’oscurità appena oltrepassata della spessa tenda nera che divide la mostra …the Illuminating Gas di Cerith Wyn Evans dallo spazio espositivo precedente. L’opera in questione è StarStarStar/Steer (totransversephoton) (2019) ideata secondo una partitura che preveda un’illuminazione delle sette colonne a ritmo alterno. Quando la luce si spegne lo spettatore può indagare all’interno delle colonne i materiali di composizione. Proprio nel momento in cui le colonne si spengono una luce differente attrae l’occhio del visitatore, portandolo a spostarsi verso le Navate. Qui a introdurre il percorso è l’opera Radiant Fold le cui forme circolari si compongono di tubi al neon. Quattro forme geometriche che ricordano per posizione e andamento degli oggetti astrali, mentre vogliono essere una citazione ai lavori di Marcel Duchamp in particolare alle trasposizioni tridimensionali di motivi presenti in La Mariée mise à nu par ses célibataires, meme (la sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche) nota anche come Le grand verre (il grande vetro).

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Attraversando le Navate ci si immerge nella spettacolarità di Neon Forms (aftern Noh), una serie di opere al neon composte da forme geometriche e linee rette di diverse dimensioni, intente a richiamare i flussi energetici. Le sculture si ispirano al Noh, una forma di teatro giapponese che trasporta l’attore in una dimensione di movimento rituale identificato con il nome di “diagramma di kata”. A stimolare l’immersione purificativa dello spettatore nel cielo di neon dell’Hangar Bicocca è la sonorità dell’opera Composition for 37 Flutes (in two parts) 2018, una scultura trasparente composta da due coppie di tubi circolari concentrici da cui si irradiano 37 flauti di vetro. A prendere le distanze dalla narrazione delle Navate sono le opere collocate all’interno del cubo meno spettacolari ma non meno interattive. CONSTELLATION (i call your image to mind), 2010 una grossa installazione realizzata con casse direzionali e superfici riflettenti cattura l’attenzione dei visitatori che seguendo l’andamento dei dischi di vetro ricercano lo scatto perfetto; ECLIPSE, 2015 un testo al neon sospeso in diagonale creato appositamente per essere letto e collocato in modo tale che già dalla navata il visitatore venisse catturato dalle sue lettere e significato; infine Mantra, 2016 e SUTRA, 2017 sembrano comporre un’unica opera pur essendo due lampadari differenti. Sospesi al soffitto e realizzati in vetro di Murano il loro significato appare misterioso, come il loro movimento. Ancora una volta l’Hangar Bicocca, sempre più polo artistico-culturale nella città di milano, riesce a essere spettacolare grazie alla curatela di Roberta Tenconi e Vicente Todolí che grazie ad un dialogo serrato con l’artista sfruttano al massimo lo spazio espositivo per renderlo il più interattivo e affascinante possibile.

 

Info

Costo visita: gratuito

Orario apertura: lunedì-mercoledì: chiuso
giovedì-domenica: 10-22

ulteriori informazioni: Pirelli Hangar Bicocca

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