BLOG EMERGENTI

Giovanni Contardi, quando il cubo di Rubik diventa POP

Questa settima TheBow ha fatto due chiacchiere insieme a Giovanni Contardi, un giovanissimo Visual Artist, pioniere del cubo di Rubik.

  • Ciao Giovanni, come sappiamo sei giovanissimo hai 24 anni e dall’età di 14 coltivi una fortissima passione per il cubo di Rubik che ti ha fatto ottenere anche grandi risultati nelle competizioni. Quando e come hai capito che con questo potevi crearci le tue colorate e  personali opere d’arte? 

Ciao a tutti! Dopo anni ed anni ad allenarmi con il cubo di Rubik, aumentando sempre di più la mia velocità e diminuendo i miei tempi di risoluzione, ho deciso di dedicare il tempo normalmente speso in allenamento, nella realizzazione di opere artistiche. Avevo già visto qualcuno creare opere nel web con il cubo, ma data la mia natura competitiva, ho deciso di intraprendere comunque questa strada e portare questo movimento ad un altro livello, o almeno provarci. Nel 2013 ho incominciato a studiare metodi, ed a sperimentare con la Pixel Art utilizzando appunto solo cubi di Rubik.

  • Quando ti sei reso conto che volevi diventare a tutti gli effetti un Visual Artist? Cos’è scattato in te?

Ho trovato il processo di realizzazione di un mosaico molto stimolante. So di avere ancora tanta strada per arrivare a livelli che ho in mente. Dato il successo con la mia pagina Instagram, ho deciso di rinunciare al mio contratto indeterminato in Australia come torrefattore (tostatura del caffè) e dedicarmi full time a questa passione.

  • Come definiresti le tue opere? Raccontaci come le realizzi.

Per ora mi sono limitato alla realizzazione di ritratti, ispirati alla “Pop Art”. In generale dedico settimane alla realizzazione del Design della mia opera. Una volta soddisfatto del risultato ottenuto ricreo il disegno utilizzando soltanto cubi di Rubik. La parte più difficile di questo processo è sicuramente riuscire a creare un disegno piacevole utilizzando solo i 6 colori disponibili nel cubo.

Schermata 2018-11-27 alle 12.11.42

  • Nei tuoi lavori i soggetti che rappresenti più frequentemente sono “iconici”. Dalle star del cinema a quelle della musica. Come mai questa scelta? Sei un semplice appassionato o c’è qualcosa che ti lega profondamente a questi mondi? È un modo per raggiungere più persone e rendere l’opera pop e fruibile anche ai meno esperti?

Mi piace creare opere a seconda dell’ispirazione del momento. Per fare un esempio, dopo aver  assistito al concerto dei Foo Fighters a Melbourne, ho deciso di incanalare le emozioni provate in un ritratto di Dave Grohl. Lo stesso vale con attori tratti dalle mie serie preferite come ad esempio Stranger Things. L’idea è di poter un giorno riguardare le mie opere e capire da cosa fossi ispirato in quell’esatto momento della mia vita. Il mio obiettivo è di dimostrare come il cubo di Rubik, spesso considerato una realtà molto “nerd” possa, allo stesso tempo, essere qualcosa di interessante e stimolante per chiunque.

Schermata 2018-11-27 alle 12.10.14

  • Che difficoltà hai affrontato durante il tuo percorso artistico? Sappiamo che sei originario di Pesaro ma ti sei trasferito in Australia a Melbourne. L’hai fatto per portare la tua arte all’estero in quanto in Italia è molto difficile per i giovani artisti avere riscontro al giorno d’oggi? 

In verità mi sono trasferito in Australia in quanto non studiando all’università, volevo intraprendere un’esperienza stimolante. A Melbourne sono entrato in contatto con lo “Specialty Coffee” e mi sono dedicato allo studio della pianta del caffè, la corretta tostatura ed estrazione dei sapori diciamo simile al Sommelier del vino, ma con il caffè. Per quanto assurdo, Melbourne è considerata capitale del mondo nell’industria dello “Specialty Coffee”. Durante i miei giorni liberi però mi sono spesso esibito come artista di strada, realizzando mosaici nelle vie principali della città. In quei momenti si trattava di un semplice Hobby! Penso che con l’avvento dei Social Media, chiunque, da qualsiasi parte del mondo possa far sentire la propria voce se comunicata nel modo giusto.

  • Ti piacerebbe tornare in Italia per far conoscere la tua arte?

Ho appena concluso la mia esperienza in Australia e sono momentaneamente tornato in Italia, precisamente da Novembre, in quanto qualche mese prima, ho firmato un contatto con una Galleria d’Arte di New York, la Tribeca di Brodway. Ad oggi sto principalmente lavorando al mio visto d’artista per potermi successivamente trasferire in America. Per ora, meno dell’1% dei miei followers provengono dall’Italia,  questo è ovviamente dovuto al fatto che la mia pagina è completamente in inglese. Ovviamente mi piacerebbe molto poter realizzare qualche opera nel mio paese natale!

  • Sui Social Network, soprattutto su Instagram hai un grandissimo seguito, più di 270 mila followers. Da cosa pensi che dipenda questo? Per te i Social sono il veicolo comunicativo per la tua arte?

Ho speso molto tempo ad osservare i Social Media, cercando di capire come poter comunicare al meglio la mia arte. Per ora pubblico solo su Instagram, in quanto voglio concentrarmi su una sola piattaforma ma sottolineo il “per ora”. Penso comunque di spendere già fin troppo tempo dietro ad una sola pagina social. L’utilizzo di Instagram è stato essenziale per me, per poter raggiungere determinate persone intorno al mondo. Senza questa piattaforma non sarei mai riuscito a trovare un accordo con una Galleria a New York in così poco tempo! A volte serve anche un po’ di fortuna!

  • Ci racconti un po’ le tue ultime collaborazioni? Hai qualche mostra in programma?

Per ora ho una collaborazione in programma con la Premier League, realizzerò un mosaico di un coach che verrà utilizzato come spot televisivo prima di una partita del campionato inglese. Per chi volesse sapere più consiglio di seguirmi su Instagram Jvenb! In generale, appena riuscirò a finalizzare il mio visto Americano, collaborerò con la Galleria e farò parte di diverse dimostrazioni nel continente Americano. Ho anche molti altri lavori e mostre in “work in progress”, ma purtroppo per il momento devono rimanere top secret!

  • Concludiamo l’intervista con una domanda che per noi di TheBow è quasi di rito. Cosa consiglieresti ad un giovane artista che vuole fare della sua arte una professione proprio come sei riuscito a fare tu?

La competizione è elevata, serve passione per superare i momenti di dubbio riguardo alla propria carriera. Se ami quello che fai, suggerisco di iniziare ad osservare i Social Media con un diverso punto di vista, cercando di capire determinati elementi che possono portare al successo. Un ultimo consiglio, leggere libri di business mi ha aiutato tantissimo a capire come poter trasformare la mia passione in lavoro. Mi definisco 50% Artista e 50% Imprenditore, e penso sia necessario al fine di realizzare questo sogno!

 

Schermata 2018-11-27 alle 12.10.23

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...