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“Post Zang Tumb Tuuum” un nuovo sguardo al passato

“Post Zang Tumb Tuuum”, è questo il titolo della colossale mostra curata dall’illustre Germano Celant negli spazi non convenzionali della Fondazione Prada di Milano. La mostra, con più di cinquecento opere esposte, cerca di testimoniare il cambiamento sociale e politico italiano nel periodo dei conflitti mondiali. Viene proposto dal curatore un “approfondimento” del quarto di secolo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. 

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Per il curatore Germano Celant l’arte è sempre politica. L’obiettivo principale di Celant era quello di mettere in evidenza l’arte italiana del Futurismo e il linguaggio internazionale del Modernismo per poi sconfinare nel diverso rapporto intrapreso dai vari artisti e autori della scena politica e culturale dominante in quegli anni. “Post Zang Tumb Tuuum” è un imponente lavoro, uno studio storico fortemente documentale con fonti fotografiche d’epoca. L’impostazione strutturale del display è stato realizzato dallo “Studio 2×4 di New York” e si distacca totalmente dal consueto dispositivo del “white cube” che ormai oggi sta alla base di ogni mostra e di ogni allestimento museale. Celant ricostruisce e fa emergere dagli archivi documenti e fotografie. Si sofferma sulle “new town” fasciste. Approfondisce gli artisti più importanti del periodo: Sironi, Morandi, Carrà, Arturo Martini, De Chirico, Savinio, contestualizzandoli nella loro epoca e nell’importanza che avevano in quel momento. La collocazione delle opere non è lasciata al caso, idem gli ambienti. Viene ricreata un’atmosfera storica affinché i visitatori possano essere più coinvolti e allo stesso tempo comprendere in maniera più chiara il percorso artistico che si evolve fino alla sua fine. Le opere scelte compongono uno scenario ben preciso, ovvero il periodo tra il 1918 e il 1943. Periodo in cui in Italia si affermò il fascismo. Il fascismo si riflette ovunque: nei rapporti tra la ricerca artistica, nella ridefinizione del ruolo stesso dell’artista e ultimo ma non per importanza nell’attivismo politico. 

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Il percorso si snoda passando per il Futurismo, cardine di tutta l’esposizione, per il Modernismo fino ad involuzioni tardo-metafisiche. Arte, architettura e design qui non stanno a testimoniare alcuna libertà espressiva anzi inneggiano alla capacità del fascismo di assumere un linguaggio strumentale. La fine del lungo percorso ha luogo nell’edificio a sud della Fondazione, qui viene abbandonata la dimensione museale per recuperare in modo comunque contento un’atmosfera più borghese che ricorda gli interni originali che ospitavano le opere per concludersi poi in scala monumentale con immagini rigorosamente in bianco e nero proiettate sugli schermi verticali allestiti nel Deposito. L’effetto finale destabilizza e riporta i visitatori alle crude conseguenze storiche, sociali e materiali delle guerre. Con la mostra “Post Zang Tumb Tuuum” si vuole guardare con occhio diverso il passato invitando lo spettatore a prenderne parte. Una delle mostre finora proposte dalla Fondazione Prada più intense e difficili da comprendere.

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Per info: http://www.fondazioneprada.org

Orari:

Lunedì – Mercoledì – Giovedì: 10:00 – 19:00

Venerdì – Sabato – Domenica: 10:00 – 21:00

Chiuso il martedì.

Biglietti:

Intero 15 €

Ridotto 12 €

The Bow ©

C.B

Immagine correlata

 

“Post Zang Tumb Tuuum”, this is the title of the colossal exhibition curated by the illustrious Germano Celant in the unconventional spaces of the Prada Foundation in Milan. The exhibition, with more than five hundred works on display, tries to witness Italian social and political change in the period of world conflicts. The curator proposes a “deepening” of the quarter century between the First and the Second World War.

For the curator Germano Celant, art is always political. The main objective of Celant was to highlight the Italian art of Futurism and the international language of Modernism and then trespass in the different relationship undertaken by the various artists and authors of the political and cultural scene dominant in those years. “Post Zang Tumb Tuuum” is an impressive work, a highly documented historical study with vintage photographic sources. The structural setting of the display was created by the “Studio 2×4 of New York” and is totally detached from the usual device of the “white cube” that today is at the base of every exhibition and every museum layout. Celant reconstructs and brings out documents and photographs from the archives. He dwells on the fascist “new town.” He explores the most important artists of the period: Sironi, Morandi, Carrà, Arturo Martini, De Chirico, Savinio, contextualizing them in their time and in the importance they had at that time. It is left to chance, the same is true of the environments: a historical atmosphere is recreated so that visitors can be more involved and at the same time understand the artistic path that evolves to its end in a clearer way. , ie the period between 1918 and 1943. Period in which fascism was affirmed in Italy Fascism is reflected everywhere: in the relations between artistic research, in the redefinition of the artist’s own role and last but not least in political activism.

The path winds through Futurism, the cornerstone of the entire exhibition, for Modernism up to late-metaphysical involutions. Art, architecture and design here are not to testify to any expressive freedom, or rather to the fascism’s ability to assume an instrumental language. The end of the long path takes place in the building to the south of the Foundation, here the museum dimension is abandoned to recover in a happy way, however, a more bourgeois atmosphere that recalls the original interiors that housed the works to then end on a monumental scale with images rigorously black and white projected onto the vertical screens set up in the depot. The final effect destabilizes and brings visitors back to the crude historical, social and material consequences of wars. With the exhibition “Post Zang Tumb Tuuum” we want to look at the past with a different eye, inviting the spectator to take part in it. One of the exhibitions so far proposed by the Fondazione Prada more intense and difficult to understand.

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