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Il tesoro degli Agrati

L’arte per esistere deve essere contemporanea al suo tempo, creazione e ideazione frutto del genio dell’artista. Spesso però, pur esistendo nella sua contemporaneità, per essere riconosciuta come tale passano molti anni. Bisogna essere in grado di coglierne il valore subito, all’istante e di indagarne il significato più profondo legato alla proprio luogo e tempo di appartenenza. A far ciò erano bravi due industriali: i fratelli Peppino e Luigi Agrati, che, dagli anni ‘60, iniziarono a collezionare opere d’arte. La collezione, donata da Luigi Agrati a Intesa Sanpaolo e esposta nella mostra Arte come rivelazione (dal 16 maggio al 19 agosto 2018), raccoglie opere preziose di artisti oggi considerati i protagonisti dell’arte del secondo Novecento. A narrare il percorso delle opere all’interno delle sale di Gallerie d’Italia (Piazza della scala, 6, Milano) è il curatore Luca Massimo Barbero. Formazione Veneziana (laurea nel 1988 all’Università Ca’Foscari, Venezia) come storico e critico delle arti visive, Barbero riesce a indagare diversi ambiti dell’arte fino a diventare curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (2002) e aprirsi le porte verso nuovi interessi che spaziano nella multidisciplinarietà dell’arte e che lo porteranno, dal 2013, alla direzione Veneziana dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini. 

 

Introduce il visitatore alla mostra l’artista Fausto Melotti attraverso le sue sculture in ceramica smaltata come Kore (1955-56). Le opere di Melotti creano un perno centrale su cui ruota tutta l’esposizione, racchiudendo le sculture in acciaio, come L’indeciso (1974) e il Carro (1966), all’interno di un pannellato ovale al centro della sala principale. Comunicano con la sala principale le altre sale minori che espongono opere come I Vedenti (1973) di Alighiero Boetti, la Ricostruzione della Balena (1966) di Pino Pascali e Concetto spaziale. Natura (1960-82) di Lucio Fontana. La mostra vuole essere un vero e proprio documento storico del arte italiana arrivando a toccare l’arte povera di artisti come Jannis Kounellis in mostra con la sua Rosa nera (1967). Significativa la presenza delle opere di Yves Klein con il suo Internation Klein Blu (IKB99, 1960), Dan Flavin e i suoi neon (Untitled, 1968) e Andy Warhol con l’opera Triple Elvis (1963), a dimostrazione del forte interesse degli Agrati verso l’arte internazionale e in particolar modo per gli Stati Uniti. 

 

L’esposizione è un’ottima occasione per fare un tuffo nell’elegante curatela di Luca Massimo Barbero e nelle belle stanze del palazzo milanese di Gallerie d’Italia, progettato da Luca Beltrami tra il 1906 e il 1911. Ma soprattutto, la mostra permette di avvicinarsi a opere per anni riservate ad una visone elitaria che oggi, finalmente, possono mostrarsi al pubblico che meritano. 

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Maggiori info: 

http://www.gallerieditalia.com/it/milano/arte-come-rivelazione/ 

Orari e costi:
Da martedì a domenica dalle 9:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:30) Giovedì dalle 9:30 alle 22:30 (ultimo ingresso alle 21:30)
Ingresso
Gratuito 

The Bow ©

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S.V

English version: 

Art in order to exist must be contemporary with its time, creation and conception, fruit of the artist’s genius. Often, though existing in its contemporaneity, many years pass to be recognized as such. We must be able to grasp the value immediately, instantly and to investigate the deeper meaning related to their place and time of belonging. In doing so, two industrialists were good: the brothers Peppino and Luigi Agrati, who started collecting works of art from the 1960s. The collection, donated by Luigi Agrati to Intesa Sanpaolo and exhibited in the exhibition Arte as revelation (from May 16 to August 19, 2018), collects precious works of artists now considered the protagonists of the art of the late twentieth century. The curator Luca Massimo Barbero tells the route of the works inside the galleries of Gallerie d’Italia (Piazza della Scala, 6, Milan). Venetian Formation (degree in 1988 at the University Ca’Foscari, Venice) as a historian and critic of the visual arts, Barbero is able to investigate different areas of art to become associate curator of the Peggy Guggenheim Collection of Venice (2002) and open the doors towards new interests that range in the multidisciplinarity of art and that will bring him, from 2013, to the Venetian direction of the Institute of Art History of the Giorgio Cini Foundation. 

The artist Fausto Melotti introduces visitors to the exhibition through his enamelled ceramic sculptures such as Kore (1955-56). Melotti’s works create a central pivot on which the entire exhibition revolves, enclosing the steel sculptures, such as L’indeciso (1974) and Carro (1966), inside an oval paneling in the middle of the main hall. With the main hall the other smaller rooms with works such as I Vedenti (1973) by Alighiero Boetti, the Reconstruction of the Whale (1966) by Pino Pascali and Concetto spaziale are communicating. Nature (1960-82) by Lucio Fontana. The exhibition aims to be a real historical document of Italian art, coming to touch the poor art of artists like Jannis Kounellis on show with his Black Rose (1967). The presence of Yves Klein’s works is remarkable with his Internation Klein Blu (IKB99, 1960), Dan Flavin and his neon (Untitled, 1968) and Andy Warhol with the opera Triple Elvis (1963), demonstrating the strong interest of the Agrati towards international art and especially for the United States. 

The exhibition is an excellent opportunity to take a dip in the elegant curatorship of Luca Massimo Barbero and in the beautiful rooms of the Milanese palace of Gallerie d’Italia, designed by Luca Beltrami between 1906 and 1911. But above all, the exhibition allows to approach works for years reserved for an elite mink that today, finally, can show themselves to the public they deserve. 

More info: 

http://www.gallerieditalia.com/it/milano/arte-come-rivelazione/ 

Hours and costs:
Tuesday to Sunday from 9:30 am to 7:30 pm (last entrance at 6:30 pm) Thursday from 9:30 am to 10:30 pm (last admission at 9:30 pm) Entrance:
Free 

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