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Un patto intelligente

Se siete di passaggio a San Francisco tra il 17 maggio e il 28 luglio non potete lasciarvi sfuggire la possibilità di fare un salto nel futuro. La Swissnex, in collaborazione con l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) e grazie alla Fondazione Bertarelli, hanno lavorato alla creazione di Mental Work, il primo showroom che permette di calarsi in una dimensione post umana di profonda interazione tra uomo e macchina. Il progetto è in mostra nello showroom della sede californiana della Swissnex (Pier 17, Suite 800, San Francisco), ed è frutto della collaborazione tra il neuroscienziato (Professore all’EPFL) José Millán, l’artista concettuale Jonathon Keats e il curatore Michael Mitchell. Questa collaborazione è volta a mostrare al mondo un nuovo modo di lavorare. Attraverso l’utilizzo di Brain-Machine Interfaces (BMI) i visitatori e, successivamente, i lavoratori, potranno avere il pieno controllo delle macchine usando il proprio cervello. La visita che dura 60 minuti sarà prenotabile dal 20 maggio, per un massimo di 2 persone a prenotazione. Un salto tecnologico, scientifico e artistico che ci coglie preparati in un’epoca in cui la mente umana corre più veloce della mano e tutto sembra così intangibile. Cosa direbbe il filosofo e critico Walter Benjamin oggi? Quell’Aura che sfiorisce con la riproducibilità cos’è ora, davanti alla nascita di un’arte che è pura riproducibilità? Un Hic et Nunc (qui e ora) che prevedeva la fruizione dell’opera d’arte solo ed esclusivamente davanti alla fisicità dell’opera stessa. Ma non è forse arrivato il momento di andare avanti? Accettare la propria contemporaneità vuole anche dire essere in grado di osservare ciò che ci circonda e capirne il valore, senza pregiudizi. Ha ancora senso fermarsi a un’arte concepita come fruizione dell’opera legata unicamente alla staticità della tela?

L’arte è un termine creato per definire un aspetto dell’umano. Non bisogna stupirsi se al pari di questo cresce e si sviluppa. Oggi, fruitori della nostra epoca, siamo davanti a un’arte che non vuole essere mera osservazione ma azione. Il compito degli artisti contemporanei è quello di interagire con il sociale, smuovere gli animi, paradossalmente anestetizzati, da una molteplicità di input mediatici. Per ridare all’uomo la chiave della propria coscienza, l’arte si fa mezzo da utilizzare per vivere veramente la propria epoca non da dominati ma da dominatori del nostro intelletto.

Per maggiori info: https://www.swissnexsanfrancisco.org/event/mental-work/
Aperto mercoledì, venerdì, sabato, 1-6pm; Giovedì 1-8pm.

S.V

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If you are passing through San Francisco between 17 May and 28 July, you can not miss the chance to jump into the future. Swissnex, in collaboration with the École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) and thanks to the Bertarelli Foundation, have worked on the creation of Mental Work, the first showroom that allows a human-machine interaction to take place in a post-human dimension. The project on show in the showroom of the Swissnex headquarters (Pier 17, Suite 800, San Francisco), is the result of collaboration between the neuroscientist (Professor at the EPFL) José Millán, l conceptual artist Jonathon Keats and curator Michael Mitchell. This collaboration is aimed at showing the world a new way of working. Through the use of Brain-Machine Interfaces (BMI) visitors and, subsequently, the workers, can have full control of the machines using their own brain. The 60-minute visit will be bookable from 20 May, for a maximum of 2 people per booking. A technological, scientific and artistic leap that catches us prepared in an era in which the human mind runs faster than the hand and everything seems so intangible. What would the philosopher and critic Walter Benjamin say today? That Aura, that fades with reproducibility, what is it now, before the birth of an art that is pure reproducibility? A Hic et Nunc (here and now) which provided for the use of the work of art only and exclusively before the physicality of the work itself. But is not it time to move on? Accepting one’s contemporaneity also means being able to observe what surrounds us and understand its value, without prejudices. Does it still make sense to stop at an art conceived as a fruition of the work linked solely to the static nature of the canvas?

Art is a term created to define an aspect of the human. We should not be surprised if, like this, it grows and develops. Today, users of our time, we are faced with an art that does not want to be mere observation but action. The task of contemporary artists is to interact with the social, to move the minds, paradoxically anesthetized, from a multiplicity of media inputs. In order to give back to man the key to his conscience, art becomes a means to be used to truly live one’s own era, not dominated but dominated by our intellect.

 

More info: https://www.swissnexsanfrancisco.org/event/mental-work/
Open Wednesdays, Fridays, Saturdays, 1-6pm; Thursday 1-8pm.

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