BLOG Uncategorized

Una torre contemporanea

Amate l’architettura e l’arte contemporanea? La nuova Torre all’interno della Fondazione Prada è quello che fa per voi.

La Torre è un edifico alto 60 metri, in cemento bianco strutturale a vista con nove piani che completa la sede della Fondazione Prada, inaugurata ed aperta al pubblico dal 20 aprile 2018. Un’architettura in grado di trasmettere “sensazioni”, regalare vedute mozzafiato e installazioni artistiche da brivido. Insieme alla nuova Torre, si inaugura anche, all’interno di questa il progetto “Atlas” voluto fortemente da Miuccia Prada e Germano Celant.

Gli spazi, o per meglio dire, i piani dedicati all’esposizione e agli artisti sono sei. La mostra “Atlas” comprende lavori realizzati tra il 1960 e il 2016. Si ha la sensazione di muoversi dentro una raccolta di dipinti, sculture e installazioni. “Atlas” vuole presentare al pubblico l’attitudine della Fondazione, che con il passare degli anni ha acquisito sempre più un aspetto corale, plurilinguistico e globale, al fine di includere arte, architettura, design, cinema, filosofia, danza, musica e moda, sottolineandone il valore culturale.

IMG_9375

La mostra prende il via al secondo piano della torre con un’esposizione degli artisti Carla Accardi e Jeff Koons. Nella sala espositiva salta subito all’occhio l’enorme scultura in acciaio di Jeff Koons “Tulips”. “Tulips” pur essendo in acciaio dona un senso di leggerezza all’ambiente che si fonde in armonia con i colorati quadri di Carla Accardi appeso alle bianche pareti. Al terzo piano troviamo l’esposizione di Walter De Maria. Nella sala troviamo esposte in serie tre Chevrolet Bel Air Two-tone hardtop rosse fiammanti. Le tre auto si differenziano l’una dall’altra grazie al palo che le trafiggere per tutta la lunghezza (un palo tondo, uno triangolare e uno quadrato).

Durante la nostra visita non è stato possibile visitare il quarto piano a causa di lavori di manutenzione. Questo spazio era dedicato agli artisti Mona Hatoum, Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz. Al quinto piano troviamo la grande sala dedicata a Michael Heizer e Pino Pascali. Nella stanza, sul pavimento e sulle pareti sono esposte grandi installazioni che si fondono con l’ambiente esterno che si può scorgere dalla grande vetrata.

All’ottavo piano troviamo l’esposizione di William N.Copley con Damien Hirst. Sulle pareti i provocanti dipinti di William N.Copley. Nel centro della stanza tra grandi installazioni ed un grande pannello appeso al muro di Damien Hirst. Come sempre Damien Hirst provoca lo spettatore anche attraverso una sorta di “disgusto” o “ripudio”. Costruisce delle “teche” giganti. All’intero della prima troviamo: la pioggia, un ombrello e un piccolo stagno con delle papere finte. Nella seconda si presenta una grande zanzariera per insetti con migliaia di mosche morte sul pavimento. Nella terza ed ultima teca troviamo seduto alla sua scrivania un personaggio che guarda attentamente attraverso un microscopio. I dettagli di quest’immagine sono perfettamente studiati; dalla figura umana, alle finte sigarette spente nel posacenere ai vetrini da microscopio. La figura umana è creata per effettuare dei piccoli gesti nervosi con la mano che creano ancora più pathos e tengono lo spettatore incollato all’opera al fine di capire se la presenza sia effettivamente una persona reale in performance un un “robot”. La morte è il tema del gigantesco pannello appeso al muro. Hirst ricopre questo con insetti morti, nello specifico mosche e api.

L’ultimo piano, il nono, quello decisamente più interattivo è dedicato a John Baldessari e Carsten Höller. L’opera, o meglio, l’installazione che colpisce maggiormente è quella di Carsten Höller. Possiamo parlare di “opera interattiva” in quanto l’artista decide di rendere partecipe totalmente lo spettatore facendogli percorrere un corridoio buio a zig zag per poi ritornare alla luce e ritrovarsi in una stanza che altro non è che l’opera stessa. Quando le luci si riaccendono si giunge in un sogno. Appesi al soffitto dei funghi, ci ritroviamo come in un sottosopra che ci accoglie e ci accompagna anche attraverso il movimento rotatorio delle amaniti muscarie in un universo parallelo.

La nuova Torre ci fa muovere dentro una raccolta d’arte, con un’ottica di prossimità e una logica di lontananza in modo di offrire, di volta in volta, una lettura o un attraversamento inedito.

Per info: http://www.fondazioneprada.org

Orari:

Lunedì – Mercoledì – Giovedì: 10:00 – 19:00

Venerdì – Sabato – Domenica: 10:00 – 21:00

Chiuso il martedì.

Biglietti:

Intero 15 €

Ridotto 12 €

The Bow ©

C.B

Immagine correlata

Do you love architecture and contemporary art? The new Tower inside the Prada Foundation is the one for you.

La Torre is a 60-meter-tall, white-concrete, structural, nine-story building that completes the headquarters of the Prada Foundation, inaugurated and opened to the public from April 20, 2018. An architecture capable of transmitting “sensations”, giving breathtaking views and thrilling artistic installations. Together with the new Tower, the “Atlas” project, which was strongly supported by Miuccia Prada and Germano Celant, was also inaugurated.

The spaces, or rather, the plans dedicated to the exhibition and the artists are six. The “Atlas” exhibition includes works created between 1960 and 2016. It feels like moving inside a collection of paintings, sculptures and installations. “Atlas” wants to present to the public the attitude of the Foundation, which over the years has increasingly acquired a choral, multilingual and global aspect, in order to include art, architecture, design, cinema, philosophy, dance, music and fashion , emphasizing its cultural value.

The exhibition begins on the second floor of the tower with an exhibition by the artists Carla Accardi and Jeff Koons. The huge steel sculpture of Jeff Koons “Tulips” immediately catches the eye in the exhibition hall. “Tulips” despite being in steel gives a sense of lightness to the environment that blends in harmony with the colorful paintings of Carla Accardi hanging on the white walls. On the third floor we find the exhibition by Walter De Maria. In the hall we find in series three Chevrolet Bel Air Two-tone flaming red hardtop. The three cars are different from each other thanks to the pole that pierces them along the entire length (a round pole, a triangular and a square).

During our visit it was not possible to visit the fourth floor due to maintenance work. This space was dedicated to the artists Mona Hatoum, Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz. On the fifth floor we find the large room dedicated to Michael Heizer and Pino Pascali. In the room, on the floor and on the walls are exposed large installations that blend with the external environment that can be seen from the large window.

On the eighth floor we find William N.Copley’s exhibition with Damien Hirst. On the walls are the provocative paintings by William N.Copley. In the center of the room between large installations and a large panel hung on the wall by Damien Hirst. As always, Damien Hirst provokes the spectator through a sort of “disgust” or “repudiation”. Builds giant “cases”. To the whole of the first we find: the rain, an umbrella and a small pond with fake ducks. In the second there is a large insect screen with thousands of dead flies on the floor. In the third and last case we find sitting at his desk a character who looks carefully through a microscope. The details of this image are perfectly studied; from the human figure, to the fake cigarettes extinguished in the ashtray to the microscope slides. The human figure is created to perform small nervous gestures with the hand that create even more pathos and keep the viewer glued to the work in order to understand if the presence is actually a real person in performance a “robot”. Death is the theme of the giant panel hanging on the wall. Hirst covers this with dead insects, specifically flies and bees.

The last floor, the ninth, the decidedly more interactive one is dedicated to John Baldessari and Carsten Höller. The work, or rather, the most striking installation is that of Carsten Höller. We can speak of “interactive work” as the artist decides to make the viewer participate fully by making him walk through a dark zig-zag corridor to then return to the light and find himself in a room that is nothing but the work itself. When the lights come back on, one comes to a dream. Hanging from the mushroom ceiling, we find ourselves in an upside down that welcomes us and also accompanies us through the rotary movement of muscular amanites in a parallel universe.

The new tower makes us move into a collection of art, with a view of proximity and a logic of distance in order to offer, from time to time, a reading or an unprecedented crossing.

For info: http://www.fondazioneprada.org

Timetables:

Monday – Wednesday – Thursday: 10:00 – 19:00

Friday – Saturday – Sunday: 10:00 – 21:00

Closed on Tuesday.

Tickets:

Full € 15

Reduced € 12

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...