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Istanbul a Milano. Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk a Milano

Può sembrare, entrando al Museo Bagatti Valsecchi, che non ci possa essere niente di più vero, di più storico e di più vissuto delle pareti e dei mobili in stile rinascimentale, che arredano la casa museo. Ma non è così. Una storia ancora più avvincente e profondamente toccante attende il visitatore in un’ala della dimora. ATTENZIONE! È bene informarvi che mancherebbe il senso della visita senza aver letto il romanzo Il Museo dell’innocenza. Infatti, romanzo e mostra sono i due contenitori di un’unica grande storia. Inscindibili, nascono dalla fantasia dello scrittore turco e premio Nobel per la letteratura (2006) Orhan Pamuk, il quale in contemporanea con la stesura del romanzo ha raccolto per anni gli oggetti che avrebbero composto l’odierno Museo dell’innocenza. Il Museo come le vicende narrate nel romanzo sono ambientate a Istanbul e ogni cosa che vedrete o leggerete è frutto dell’immaginazione dell’autore. Proprio per questo senza essersi calati nella vita di Kemal e Fusun, i protagonisti del romanzo, non si sentirebbe la spinta e il desiderio incontrollabile di salire lo scalone d’ingresso, attraversare a passo sostenuto tutte le stanze e arrivare quasi ansimanti alla piccola sala espositiva. Memore della bellissima storia racchiusa nelle pagine del romanzo ricordo di aver rimpianto di non averla scoperta anni fa, prima del mio viaggio a Istanbul.

Milano_Bagatti_Valsecchi_04

Anche se la sala racchiude al suo interno solo ventinove delle ottantaquattro vetrine visibili al Museo dell’innocenza di Istanbul, bastano per appagare la curiosità del lettore. Ogni singolo oggetto racchiude al suo interno la narrazione di un capitolo del libro e porta alla mente le sensazioni e i pensieri provati durante la lettura.

Bagatti_Museo-InnocenzaA curare la mostra sono Lucia Pini, conservatrice del Museo Bagatti Valsecchi e Laura Lombardi, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera. Il museo Bagatti Valsecchi è stato appositamente scelto da Pamuk in quanto considerato dal protagonista del Romanzo e dall’autore stesso, uno dei cinque musei migliori al mondo. Il museo milanese non si limita a esporre oggetti antichi ma è proprio custodia narrativa della storia personale dei fratelli Bagatti Valsecchi, ed è proprio questa intimità raccontata all’interno del Museo Bagatti Valsecchi a creare una connessione con il romanzo e l’omonimo Museo dell’innocenza. L’attento visitatore passando per le stanze del Museo Bagatti Valsecchi noterà come la disposizione di alcuni oggetti sia analoga a quella delle ventinove teche in mostra, proprio a voler essere un confronto e un modello da cui Pamuk ha tratto ispirazione. Un po’ wunderkammer o cabinet de curiosité, le teche sono testimonianza tangibile della storia viva e vissuta, di un amore consumato tra le pagine di un libro.

 

 

Oggi Orhan Pamuk è conosciuto come scrittore ma bisognerebbe chiedersi se non sia anche qualcos’altro. La sua capacità di creare una narrazione così ben articolata con la realtà dona al romanzo una vita che va oltre le pagine scritte permettendogli di incarnarsi nella fisicità del Museo dell’Innocenza. L’opera di Pamuk è reale, viva come lo sono i personaggi incontrabili nei vestiti, nelle sigarette fumate, nelle scarpe portate o negli oggetti accumulati. Se arte è una forma visibile dell’intelletto e artista è colui che la mette in atto, Pamuk è sicuramente quest’ultimo.

Orari
Lunedì chiuso
Mar – Dom 13.00 – 17.45
Biglietti
Intero 9,00 €
Ridotto 6,00 €
More info: https://museobagattivalsecchi.org/

The Bow ©

S.V

Immagine correlata

English version:

It may seem, entering the Bagatti Valsecchi Museum, that there can be nothing more real, more historical and more lived than the walls and furniture in Renaissance style, which decorate the house museum. But is not so. An even more compelling and deeply moving story awaits the visitor in a wing of the house. WARNING! It is good to inform you that the sense of the visit would be missing without having read the novel The Museum of Innocence. In fact, novel and exhibition are the two containers of one great story. Inspiribles, born from the imagination of the Turkish writer and Nobel Prize for literature (2006) Orhan Pamuk, who simultaneously with the writing of the novel has collected for years the objects that would have made up today’s Museum of Innocence. The Museum as the events narrated in the novel are set in Istanbul and everything you see or read is the result of the author’s imagination. Precisely for this reason without having fallen into the life of Kemal and Fusun, the protagonists of the novel, you would not feel the impulse and uncontrollable desire to climb the entrance staircase, cross all the rooms at a brisk pace and arrive almost

breathless at the small exhibition hall. Mindful of the beautiful story enclosed in the pages of the novel I remember regretting not having discovered it years ago, before my trip to Istanbul.

Even if the room contains only twenty-nine of the eighty-four windows visible in the Museum of Innocence of Istanbul, enough to satisfy the curiosity of the reader. Every single object contains within it the narration of a chapter of the book and brings to mind the feelings and thoughts experienced during the reading.

The exhibition is curated by Lucia Pini, conservator of the Bagatti Valsecchi Museum and Laura Lombardi, professor at the Brera Academy of Fine Arts. The Bagatti Valsecchi Museum was specially chosen by Pamuk as considered by the protagonist of the novel and by the author himself, one of the five best museums in the world. The Milanese museum does not limit itself to exhibiting ancient objects but it is the narrative custody of the personal history of the Bagatti Valsecchi brothers, and it is this intimacy told inside the Bagatti Valsecchi Museum to create a connection with the novel and the homonymous Museum of innocence. The attentive visitor passing through the rooms of the Bagatti Valsecchi Museum will notice how the arrangement of some objects is similar to that of the twenty-nine showcases on display, just to be a comparison and a model from which Pamuk has drawn inspiration. A little ‘wunderkammer or cabinet de curiosité, the display cases are a tangible testimony of the living and lived history, of a love consumed in the pages of a book.

Today Orhan Pamuk is known as a writer but we should ask ourselves if it is not also something else. His ability to create a narration so well articulated with reality gives the novel a life that goes beyond the written pages allowing it to incarnate in the physicality of the Museum of Innocence. Pamuk’s work is real, alive as are the characters that can be encountered in clothes, in smoked cigarettes, in worn shoes or in accumulated objects. If art is a visible form of the intellect and artist is the one who puts it into action, Pamuk is certainly the latter.

Timetables
Monday closed
Tue – Sun 13.00 – 17.45 Tickets
Full € 9.00
Reduced € 6.00

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